Al giudice dell’esecuzione la verifica della procedura di riscossione e quantificazione della quota gravante sull’imputato.

Di Luana Granozio -

Cass. Pen. Sez. I, ud. 7 luglio 2017 (dep. 12 ottobre 2017), n. 47056

L’abrogazione del vincolo di solidarietà fra coimputati, nell’obbligo di pagamento delle spese processuali  (articolo 67, L. n. 69 del 2009), implica la ripartizione in relazione alla effettiva responsabilità di ciascuno. La pronuncia in esame afferma  la necessità che il giudice dell’esecuzione, preliminarmente verifichi, anche d’ufficio, la regolarità della procedura di riscossione e proceda poi ad approfondire l’esame dell’andamento del processo di cognizione per verificare in quali limiti le relative spese potessero essere ricondotte alla posizione del ricorrente, tenendo conto della effettiva responsabilità penale riconosciuta a suo carico oggetto di giudicato.

L’art. 535 c.p.p. prevedeva, prima della modifica intervenuta con la legge 69 del 18/6/2009, che: “i condannati per lo stesso reato o per reati connessi sono obbligati in solido al pagamento delle spese”. A seguito della modifica è stato soppresso il vincolo di solidarietà tra i computati condannati alle spese con quello più equo dell’accollo pro quota.

Si deve rilevare che, sul tema precedentemente le sezioni Unite della Corte hanno affermato che “l’esclusione del vincolo di solidarietà conseguente all’abrogazione dell’art. 535 comma II c.p.p., non ha effetto sulle statuizioni di condanna alle spese emesse anteriormente e in tal senso passate in giudicato e ciò non per la natura processuale della suddetta disposizione abrogatrice, cui va invece riconosciuta natura di norma sostanziale bensì in forza della preclusione di cui all’ultimo inciso del comma IV dell’art. 2 c.p.” (Cass. pen sez. un. 29/09/2012 n. 491). Tale statuizione della Cassazione penale ha superato un orientamento consolidato in giurisprudenza che qualificava la norma sulle spese come una norma processuale e pertanto soggetta al principio del tempus regit actum, qualificandola, invece, come norma di natura sostanziale.

Le Sezioni Unite sono inoltre approdate a circoscrivere l’ambito di cognizione del giudice dell’esecuzione penale come comprensivo di tutte le questioni attinenti alla esistenza o alla validità del titolo necessario per l’esercizio dell’azione di recupero, mentre per quelle riguardanti l’inclusione di singole spese negli atti predisposti dall’ufficio del campione penale, contestate come non dovute, l’interessato deve proporre opposizione all’esecuzione al giudice civile.