AMPLIATE LE IPOTESI DI PROCEDIBILITÀ A QUERELA: APPROVATA LA DELEGA ALLA L. 23 GIUGNO 2017, N. 103.

Di Ottavia Murro -

Decreto legislativo – Regime di procedibilità – Modifiche

  1. Ambito di applicazione

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 21 marzo 2018, in via definitiva, il decreto legislativo recante “Disposizioni di modifica della disciplina del regime di procedibilità per taluni reati in attuazione della delega di cui all’art. 1 commi 16 lett. a) e b) e 17 della legge 23 giugno 2017, n. 103″. 

Si modifica, così, il regime di procedibilità per i reati contro la persona puniti con la sola pena pecuniaria o con la pena detentiva non superiore a quattro anni, con l’eccezione per il delitto di violenza privata, nonché per i reati contro il patrimonio previsti dal codice penale, salvo che ricorra una delle seguenti condizioni: a) la persona offesa sia incapace per età o per infermità; b) ricorrano circostanze aggravanti ad effetto speciale, ovvero le circostanze indicate nell’articolo 339 del codice penale; c) il danno arrecato alla persona sia di rilevante gravità.

Per i reati che prevedono già la procedibilità a querela nella ipotesi base, si è proceduto a ridurre il novero delle circostanze aggravanti alla cui ricorrenza è collegato l’effetto della procedibilità di ufficio: ad esempio, per l’ipotesi di minaccia, la procedibilità d’ufficio di cui al secondo comma dell’art. 612 c.p., è stata soppressa, residuando solo nel caso in cui la minaccia sia stata perpetrata nei modi indicati dall’art. 339 c.p.

Gli ambiti di applicazione sono molteplici, solo per citare solo alcune ipotesi si pensi ai reati di minaccia, di violazione di domicilio commessa da un pubblico ufficiale, di falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni o conversazioni telegrafiche, telefoniche, informatiche o telematiche; di violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza commesse da persona addetta al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni; di rivelazione del contenuto di corrispondenza, commessa da persona addetta al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni, di uccisione o danneggiamento di animali altrui; di appropriazione indebita.

  1. Ratio dell’intervento normativo

L’ampliamento delle ipotesi di procedibilità a querela è finalizzato a migliorare l’efficienza del sistema penale, riducendo i carichi della giurisdizione sia attraverso meccanismi conciliativi, sia attraverso il ricorso ad istituti di nuova introduzione quali quello della estinzione del reato per condotte riparatorie (art. 162 ter c.p.).

La valutazione dell’offensività del fatto illecito viene rimessa al singolo individuo e al suo interesse alla perseguibilità del reato. L’obiettivo è quello di far emergere l’interesse del privato alla repressione della condotta illecita considerando che la procedibilità a querela funziona come indicatore della concreta intollerabilità di singoli episodi conformi alla fattispecie incriminatrice.

In tal modo, si valorizza la volontà del privato alla punizione del colpevole, collegando la repressione penale di un fatto alla valutazione in concreto della sua gravità da parte della persona offesa.

  1. Regime transitorio

L’art. 14 del decreto detta il regime transitorio e prevede che, per i reati perseguibili a querela in base alle disposizioni del presente decreto, commessi prima dell’entrata in vigore dello stesso, il termine per la presentazione della querela decorra dalla predetta data se la persona offesa abbia avuto già in precedenza notizia del fatto costituente reato.

Nel caso in cui sia pendente il procedimento, il pubblico ministero, nella fase delle indagini, o il giudice, dopo l’esercizio dell’azione penale, provvedono ad informare la persona offesa della facoltà di esercitare il diritto di querela e il termine decorre dal giorno in cui la persona offesa è informata.

Tale iter è finalizzato ad evitare che le nuove disposizioni si trasformino in una depenalizzazione di fatto in modo da garantire che la persona offesa sia posta nelle condizioni per decidere consapevolmente circa l’esercizio del diritto di querela.

La problematica attiene al giudizio di cassazione, in quanto l’informazione alla persona offesa appare disagevole in tale sede, pertanto le disposizioni del decreto non si applicano ai procedimenti pendenti in cassazione alla data di entrata in vigore del suddetto decreto.