Approvato il d.l. n. 13 del 2017 in materia di protezione internazionale ed immigrazione

Di Fabio Stancati -

Con il decreto legge n. 13 del 2017, pubblicato in “Gazzetta Ufficiale” del 17 febbraio 2017 (n. 40), il legislatore ha approvato delle nuove norme per regolare il delicatissimo ambito della protezione internazionale e dell’immigrazione.
Il provvedimento in parola, introduce delle importantissime novità sia sotto il profilo dell’accoglienza che di quello puramente procedurale. In particolare il decreto:
– istituisce 26 sezioni specializzate (una per ogni Corte di Appello) “in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea”;
– introduce misure per la semplificazione e l’efficienza delle procedure davanti alle commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale modificando il rito che sarà prevalentemente di tipo camerale, con possibilità per il ricorrente di chiedere l’udienza orale solo attraverso il deposito di un’istanza motivata. Il decreto emesso dalla Commissione non è più impugnabile in appello, ma solo ricorribile in Cassazione;
– autorizza il Ministero dell’Interno a bandire, per il biennio 2017/2018, procedure concorsuali volte ad assumere fino a 250 unità di personale a tempo indeterminato, altamente qualificato presso la Commissione nazionale per il diritto di asilo e le Commissioni territoriali;ù
– semplifica le procedure di notificazione degli atti delle Commissioni territoriali:
nei confronti degli “irreperibili” le notifiche si perfezioneranno solo previo deposito, per 20 giorni, presso le questure;

– introduce i CPR abrogando i CIE: si passa, pertanto, dal “Centro di identificazione ed espulsione” al “Centro di permanenza per il rimpatrio” che avrà funzioni diverse rispetto ai precedenti CIE e dovranno essere diffusi uniformemente sul territorio nazionale. I nuovi Cpr dovranno essere allestiti nei siti e nelle aree esterne ai centri urbani “che risultino più facilmente raggiungibili”, mettere a disposizione al massimo 100-150 per centro e dovranno garantire “condizioni di trattenimento che assicurino l’assoluto rispetto della dignità della persona”;
– prevede la promozione, attraverso l’azione di Comuni e Prefetti, di “ogni iniziativa utile all’implementazione dell’impiego di richiedenti protezione internazionale, su base volontaria, in attività di utilità sociale in favore delle collettività locali”.