Avviso di fissazione del riesame al difensore di P.C. e legittimazione a ricorrere in cassazione

Di Mattia Romano -

Sez. Un. ud. del 28 settembre 2017, dep. 5 aprile 2018 Sent. n. 15290.

I due interrogativi che si prospettano nel caso di specie innanzi al Supremo Collegio sono per certo di non secondario rilievo.

Quid iuris se la parte civile non riceve alcun avviso con riferimento alla fissazione dell’udienza per il riesame del provvedimento cautelare reale che essa stessa ha richiesto?

Il secondo interrogativo – motivo della remissione alle Sezioni Unite, in quanto già oggetto di pronuncia delle stesse – è correlato alla dubbia sussistenza, in capo alla medesima parte civile, del diritto di ricorrere per Cassazione avverso l’ordinanza di annullamento o revoca del sequestro conservativo, stante l’assenza di alcuna indicazione in tal senso nella littera legis dell’art. 325 del codice di rito.

Il Collegio remittente ritiene infatti che – contrariamente a quanto statuito in precedenza dalla Corte nella sua massima composizione – tale legittimazione sussisterebbe in forza di un’interpretazione sistematica degli artt. 316, 318, 324 e 325 del codice di rito.

Differentemente, il dictum delle Sezioni Unite, si attesta anche in tal caso nel solco di quanto già stabilito dalle stesse nel 2014 (cfr. Sez. Un. 47999/2014, Alizzi).

In particolar modo, i giudici di legittimità rilevano che, in ossequio al principio del contraddittorio, debba garantirsi alla parte civile la possibilità di prendere parte all’udienza di riesame della misura cautelare – da essa stessa richiesta – a pena di nullità ex art.178 co.1, lett. c del provvedimento emesso in tale sede, legittimandola, di conseguenza, a ricorrere per Cassazione ex art. 606 co. 1 lett. c, al solo scopo di fare accertare tale nullità.

Infatti, ad avviso del Supremo Collegio (in senso conforme rispetto alle già citate Sez. Un. Alizzi), non è possibile convenire con quanto prospettato dalla Sezione remittente in relazione alla generica legittimazione a ricorrere per Cassazione in capo alla parte civile, in quanto, in assenza di alcuna differente previsione di diritto positivo, dovrebbero considerarsi eccepibili dalla stessa unicamente le violazioni delle regole del contraddittorio.