“Blue Whale Challenge”: la Cassazione interviene sulla configurabilità dell’istigazione al suicidio.

Di Giuseppe Rossini -

Cass., Sez. V, 23 novembre 2017, n. 57503

La fattispecie di cui all’art. 580 c.p., rubricato “istigazione o aiuto al suicidio”, assume rilevanza penale se dall’istigazione stessa derivi il suicidio o, in caso di tentativo, una lesione personale grave o gravissima.

L’ambito di tipicità disegnato del legislatore, oltre ad escludere la rilevanza penale dell’istigazione in quanto tale, priva di ogni rilevanza sia l’istigazione cui non consegue la realizzazione di alcun tentativo di suicidio, che quella seguita dall’esecuzione da parte della vittima del proposito suicida da cui derivino, però, solo delle lesioni lievi o lievissime.

La soglia di rilevanza penale individuata dalla Legge in corrispondenza della consumazione dell’evento meno grave impone, quindi, di escludere la punibilità del tentativo, in quanto non è punibile neppure il più grave fatto dell’istigazione, seguita da suicidio mancato, da cui derivi una lesione lieve o lievissima.

Nel caso di specie un soggetto indagato per istigazione al suicidio di una minore, ha adito la Suprema Corte al fine di veder annullata l’ordinanza emessa dal Tribunale del riesame di Roma, che aveva confermato il sequestro probatorio del telefono cellulare di proprietà dell’indagato oltre a del materiale informatico.

Il soggetto, in particolare, coinvolgendo la minore nel gioco del Blue Whale Challenge, le aveva inviato vari sms tra i quali alcuni ritenuti integranti il reato in contestazione.

La Cassazione, pur rigettando il ricorso perché infondato, ha acclarato la non configurabilità della fattispecie ex art. 580 c.p. in quanto la minore non aveva tentato il suicidio e, in ogni caso, si era procurata delle lesioni non gravi, peraltro in conseguenza di condotte addebitabili ad altri.