Criterio di specialità: l’unico applicabile. Malversazione e truffa aggravata concorrono

Di Margherita Pala -

Cass. Pen. Sez. Un., 23 febbraio 2017, dep. 28 aprile 2017, n. 20644

Con ordinanza n. 47174 del 2016 è stata rimessa alle Sezioni Unite la seguente questione: “Se nel caso di erogazioni da parte di ente pubblico di contributo o finanziamento, ottenuto fraudolentemente, il delitto di cui all’art. 640 bis c.p. concorra con quello di cui all’art. 316 bis c.p., ove il contributo finalizzato a favorire attività di interesse pubblico sia destinato almeno in parte ad altre finalità, ovvero se assorba tale ultimo delitto, nel presupposto che esso realizzi uno stadio minore dell’offesa al medesimo bene protetto”.
In sostanza, ci si chiede se il reato di “Malversazione a danno dello Stato” concorra o meno con quello di “Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”.
Le Sezioni Unite, dopo aver ribadito come, in materia di concorso apparente, l’unico criterio legalmente previsto e perciò applicabile sia quello di specialità ex art. 15 c.p., procedono ad effettuare un confronto sistematico tra le norme in esame.
In particolare, sottolineano come le due norme tutelino beni giuridici almeno in parte differenti: il delitto di cui all’art. 640 bis c.p. tutela non solo l’interesse patrimoniale dello Stato, ma anche quello ad una corretta individuazione del beneficiario delle risorse pubbliche e, quindi, l’equa distribuzione delle risorse tra privati; nonché come, conseguentemente, debba escludersi un nesso di interdipendenza necessaria tra i due reati in parola, visto che gli artifici ed i raggiri ex art. 640 bis c.p. non possono considerarsi l’unica modalità con la quale ottenere la percezione di finanziamenti ed, allo stesso modo, la percezione illegittima non debba sfociare necessariamente nella mancata destinazione alle finalità previste; nonché, infine, come le due norme siano entrate in vigore a brevissima distanza di tempo, senza che sia stata, altresì, prevista una espressa clausola di riserva.
Dunque, anche mediante la descrizione degli scenari prospettabili, molteplici ed in grado di combinarsi tra loro con modalità autonome, le Sezioni Unite concludono per la sussistenza di un concorso materiale di reati, sottolineando, altresì, come l’art. 316 bis c.p. non effettui alcun richiamo testuale che consenta di limitare l’applicazione della disposizione ai soli contributi conseguiti lecitamente.
Conclusivamente si afferma il seguente principio di diritto: “Il reato di malversazione in danno dello Stato (art. 316 bis c.p.) concorre con quello di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640 bis c.p.)”.