Cyberbullismo: approvata al Senato la legge contenente “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno” 

Di Fabio Stancati -

Testo di legge

Lo scorso 17 Maggio 2017 il Senato ha finalmente approvato in via definitiva la proposta di legge 3139-B che detta le “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”.
Una legge molto “attesa” soprattutto da un punto di vista sociale, anche alla luce dei sempre più frequenti attacchi che giovani e giovanissimi subiscono sul web e attraverso strumenti digitali.
L’art. 1 della legge serve a delimitare l’ambito di applicazione della normativa, soprattutto sotto un profilo soggettivo, e a fornire una definizione di cyberbullismo. Sotto il primo profilo si specifica che la legge si pone come obiettivo la difesa dei minori da:
– “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica”; “la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”.
Con il successivo art. 2, concettualmente legato a doppio filo al secondo comma dell’articolo precedente, vengono previste modalità facilitate di rimozione di contenuti lesivi, per qualunque ragione, della dignità e della personalità del minore, consentendo anche una segnalazione diretta al sito e ai motori di ricerca (in precedenza consentito solo ai soggetti maggiorenni).
L’art. 3 rappresenta una disposizione di carattere “programmatico” relativa alla costituzione di un tavolo tecnico volto alla:
– predisposizione un piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo;
– creazione di un database di dati da utilizzare per il monitoraggio del fenomeno;
– organizzazione di eventi di informazione e prevenzione.
Gli artt. 4, 5 e 6 riguardano la scuola, uno degli ambienti in cui più di frequente si verificano episodi di cyberbullismo. Tali disposizioni riguardano sono incentrate sulla formazione del personale scolastico, sulla individuazione di una figura di “referente” tra i docenti, sulla predisposizione di misure volte alla prevenzione del fenomeno e alla rieducazione dei protagonisti dei fenomeni di cyberbullismo e sugli obblighi di informazione che i dirigenti scolastici hanno nei confronti delle famiglie.
A chiudere una legge che, auspicabilmente, rappresenta solo il primo passo per combattere un fenomeno sempre più rilevante, troviamo l’art. 7 che prevede una procedura di ammonimento. L’art. 7 conferisce al questore il potere di convocare, nei casi in cui non sia stata presentata denuncia-querela, l’autore (di età superiore agli anni 14, ma sempre minorenne e comunque in presenza dei genitori o di un loro rappresentante) di episodi di cyberbullismo posti in essere nei confronti di un altro minore al fine di ammonirlo oralmente.