Dichiarazioni spontanee senza garanzie, utilizzabilità nella fase cautelare e nei riti a prova contratta

Di Luana Granozio -

Corte Cass. 2 – ud. 3 aprile 2017 (dep. 25 maggio 2017), n. 26246

In tema di dichiarazioni rese dall’imputato nella immediatezza dei fatti, la decisione interviene su un tema sul quale la Corte di legittimità non ha trovato un orientamento costante. In questa decisione, si distingue la valutazione delle dichiarazioni spontanee da quelle “sollecitate” dalla polizia giudiziaria nella immediatezza dei fatti; le ultime, si ribadisce in conformità con la precedente giurisprudenza, sono radicalmente inutilizzabili (Cass. sez. 2 n. 3930 del 12 gennaio 2017 e SS. UU. n. 1150 dep. 2009).
Spetta al giudice di merito dare congrua e adeguata motivazione della natura effettivamente spontanea delle dichiarazioni.
Invece, in relazione alle dichiarazioni spontanee rese alla polizia giudiziaria, la decisione si discosta dalla opposta giurisprudenza sul punto, affermando che la sanzione di inutilizzabilità deve considerarsi relativa e dunque limitata al dibattimento, ai sensi dell’art. 350 comma 7 c.p.p., e tale regola specifica non può essere “vanificata” dalla disciplina generale che sancisce l’inutilizzabilità assoluta delle dichiarazioni rese dall’indagato senza garanzie.
Quanto alla rilevanza delle decisioni in applicazione della Convenzione dopo averne sottolineato il rango subcostituzionale, la Corte ribadisce che “non ogni sentenza della Corte EDU genera l’obbligo dell’interpretazione adeguatrice, ma solo quelle che siano espressione di un diritto consolidato”. In ogni caso, la ratio delle pronunce della CEDU viene individuata nel “garantire l’evitamento di ogni pressione sul dichiarante sollecitato”.
Il collegio ritiene quindi tali disposizioni compatibili con la normativa europea contenuta nella direttiva 2012/13/UE in materia di diritto di informazione dell’indagato, dal momento che ”il legislatore …ha ritenuto di lasciare all’indagato la possibilità di entrare in contatto con la polizia giudiziaria procedente in modo spontaneo e deformalizzato nel corso di tutta l’attività processuale”.
La motivazione, come accade sempre più frequentemente, svolge le proprie argomentazioni introducendo la opposta tesi, sostenuta da parte della giurisprudenza “secondo cui qualunque “dichiarazione” sia essa spontanea che sollecitata assunta senza le garanzie previste dall’art. 64 comma 2 c.p.p. è radicalmente inutilizzabile in quanto la regola prevista dall’art. 62 comma 2 ha una portata generale estensibile anche alle dichiarazioni raccolte d’iniziativa dalla polizia giudiziaria (Cass. sez. 3, n. 24944 del 05/05/2015, Rv. 264119; Cass. sez. 3 n. 36596 del 07/06/2012, Rv. 253574).