I Giudici nomofilattici riescludono apoditticamente la ricorribilità della provvisionale

Di Daniele Livreri -

Cass., Sez. V., 28 giugno 2016, n. 26811

La Corte regolatrice, con un immotivato revirement rispetto a quanto statuito in un precedente del 2015, ha ribadito che non è censurabile in sede di legittimità la condanna ad una provvisionale, giacchè trattasi di <<una statuizione, di natura discrezionale, meramente delibativa e non necessariamente motivata>> .
Si tratta invero di un arresto che, sino al precedente poc’anzi citato, risultava univoco. Infatti già le Sezioni unite del 1990 (Cass. pen., ss.uu., 19.12.1990, n. 2246), richiamando l’orientamento maturato durante il precedente codice di rito, avevano ritenuto che la concessione di una provvisionale non fosse ricorribile. Tale tesi è stata poi tralaticiamente ribadita (ex plurimis, Cass. pen. sez. IV, 23 giugno 2010, n. 34791, Rv. 248348).
Tuttavia stupisce come i Giudici della nomofilachia abbiano riaffermato il superiore arresto senza confrontarsi con le motivazioni addotte dalla dissenting opinion del 2015.
Ed invero la Suprema Corte (Cass. pen., sez. III, 23.10.2015 n. 42684) aveva osservato che l’indirizzo fin lì consolidato fosse maturato in un contesto normativo <<radicalmente diverso>> e ciò giacchè l’art. 489 del previgente codice, a differenza dell’attuale art. 539, non subordinava la condanna alla provvisionale ai limiti della raggiunta prova del danno. Sicché la concessione della provvisionale assumeva un carattere discrezionale, insuscettibile di censura innanzi alla Suprema Corte.
Ciò posto, la sezione III del 2015, discostandosi dall’arresto prevalente, ha ritenuto che la provvisionale <<fa stato nel processo civile, perché impedisce al giudice di escludere il danno risarcibile>>.
Dal rovesciamento prospettico in ordine alla natura di giudicato della provvisionale, l’isolato precedente aveva tratto la conseguenza della ricorribilità della statuizione de qua. Tuttavia la sentenza in epigrafe ha ignorato il precedente avverso, ripetendo la lezione tralaticia. Ciò, già di per sè censurabile, appare ancor più dubbio ove si tenga presente che <<l’istituto della provvisionale,…,dà luogo ad un provvedimento di condanna vera e propria>> (Cass. civ., sez. III, 24/05/2004, n. 9996). Né pare potersi obiettare che comunque l’interessato possa invocare il più limitato rimedio della sospensione della condanna.