Illeciti depenalizzati e recidiva nel biennio: l’art. 5 del d.lgs. n. 8/2016

Di Costanza Fenyes -

Cass. Pen. Sez IV, 21.9.2016, dep. 17.11.2016, n. 48779

L’art. 1 comma 1 del decreto legislativo n. 8 del 2016 ha depenalizzato la fattispecie di guida senza patente di cui all’art. 116 comma 15 del d.lgs. n. 285 del 1992 (Codice della Strada), divenuta illecito amministrativo. L’ipotesi aggravata dalla recidiva nel biennio è esclusa dalla depenalizzazione e costituisce autonoma fattispecie di reato.
L’art. 5 del decreto legislativo n. 8 del 2016 prevede che “quando i reati trasformati in illeciti amministrativi ai sensi del presente decreto prevedono ipotesi aggravate fondate sulla recidiva ed escluse dalla depenalizzazione, per recidiva è da intendersi la reiterazione dell’illecito depenalizzato”.
Ad avviso della Quarta Sezione della Corte di Cassazione, l’art. 5 sopra riportato non ha mera funzione interpretativa, bensì integrativa della norma incriminatrice per la definizione di recidiva, di cui introduce un concetto più ampio: sussisterà l’aggravante non solo ove risulti un precedente giudiziario specifico, ma anche ove sia reiterato un illecito amministrativo definitivamente accertato.
Sulla base di tale rilievo circa la natura modificativa della norma, che estende l’ambito di configurabilità dell’aggravante della recidiva, il Supremo Collegio afferma che, in ossequio al principio di irretroattività della legge penale sfavorevole (art. 2 comma 4 c.p.), l’art. 5 non potrà trovare applicazione per i fatti commessi prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo n. 8 del 2016: anteriormente al 6 febbraio 2016, il precedente rilevante ai fini della sussistenza della recidiva sarà unicamente l’avvenuto accertamento giudiziale di un precedente reato della medesima specie.