La Cassazione dice no all’istanza di riesame presentata “fuori sede” mediante trasmissione a mezzo raccomandata

Di Luigi Ludovici -

Cass. pen., Sez. III, 20 luglio 2016, dep. 28 dicembre 2016, n. 55004

E’ ammissibile la presentazione, mediante trasmissione a mezzo raccomandata, dell’istanza di riesame ex art. 324 c.p.p. presso la cancellaria di un Tribunale o di un Giudice di Pace diverso da quello al quale andava, per legge, indirizzata? A questo interrogativo i giudici della Terza Sezione della Cassazione hanno dato risposta negativa precisando che, in una simile circostanza, l’impugnazione deve essere dichiarata inammissibile a norma dell’art. 591 c. 1 lett. c) c.p.p. in combinato disposto con l’art. 582 c. 2 c.p.p. Senza entrare nel merito del dibattito circa l’applicabilità (ex multis, Cass., Sez. III, 26 gennaio 2016, n. 23368, C.E.D. Cass., n. 266822) o meno (ex multis, Cass., Sez. III, 3 febbraio 2016, n. 12209, C.E.D. Cass., n. 266375) in tema di riesame sulle misure cautelari reali della regola generale che abilita la presentazione dell’impugnazione presso la cancelleria di un giudice diverso da quello competente, la Cassazione chiarisce – affermando un principio di portata generale trascendente i confini delle impugnazioni cautelari qui in esame – come tale modalità e quella facente, invece, leva sul servizio postale ex art. 583 c.p.p, non possano comunque cumularsi tra loro.

Nel caso in cui la parte si avvalga del servizio postale per la presentazione dell’impugnazione ci troveremmo al di fuori della ratio ispiratrice dell’art. 582 c. 2 c.p.p. la quale infatti, in ossequio al principio del favor impugnationis, mira ad escludere che la presenza fisica della parte o del suo difensore presso un luogo diverso da quello ove risiede la cancelleria del giudice ove l’impugnazione deve essere presentata possa costituire un ostacolo all’esercizio del diritto all’impugnazione.  Poiché dunque il presupposto per avvalersi della regola di cui all’art. 582 c.2 c.p.p. è la presenza fisica dell’impugnante nel luogo ove si trova la cancelleria del Tribunale o del Giudice di Pace di effettiva presentazione dell’atto, ne segue che lo strumento dell’impugnazione “fuori sede” non può essere adoperato dal soggetto impugnante che si trovi altrove; ragionando diversamente si darebbe, infatti, luogo, ad avviso della Cassazione, ad un’interpretazione abrogratrice dell’art. 324 c. 1 c.p.p. secondo cui la richiesta di riesame deve essere presentata presso la cancelleria del Tribunale del capoluogo della provincia ove ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato. Quanto poi alla presentazione dell’impugnazione mediante trasmissione a mezzo raccomandata o telegrafo, la Cassazione sottolinea come la legge imponga di individuare quale destinatario della spedizione la cancelleria del giudice effettivamente competente a ricevere l’atto; ne segue quindi che nessuna compatibilità può, a maggior ragione, esserci tra la presentazione mediante raccomandata e il meccanismo di cui all’art. 582 c. 2 c.p.p. ove, invece, l’impugnazione viene presentata presso la cancelleria di un giudice diverso da quello realmente competente. A questo ultimo proposito sembra peraltro potersi aggiungere che il principio affermato in sentenza ha come corollario che la presentazione dell’impugnazione mediante servizio postale non può essere utilizzata in caso di impugnazione fuori sede neppure nel caso in cui il soggetto si trovi effettivamente nel luogo ove ha sede la cancelleria del giudice – diverso da quello competente – cui l’atto è stato spedito.