La politica giudiziaria “circolare”

Di Luana Granozio -

Circolare Procura Roma, 2 ottobre 2017, N. 3225/17 Prot. Gab.TAB

La riforma della legge 103/2017 in vigore dal 3 agosto 2017 ha senza dubbio tenuto in ampia considerazione le indicazioni contenute nelle circolari delle maggiori Procure della Repubblica su diversi temi ed ha anche inciso sulla organizzazione di tali Uffici; in particolare sono state ampliate le attribuzioni previste dall’ art. 1 D. Lgs. 106/2006, assegnando al Procuratore della Repubblica anche il compito di assicurare l’osservanza delle disposizioni relative all’iscrizione delle notizie di reato .
La Procura di Roma, ancora una volta all’avanguardia, ha diffuso, in data 2 ottobre 2017, una direttiva che estrinseca senza indugio e con estrema puntualità le modalità ed i criteri di attuazione delle novità legislative sul punto.
Il provvedimento contiene condivisibili affermazioni di garanzia che evidenziano il “costo” che l’iscrizione può comportare per colui nel cui (astratto) interesse viene effettuata e come possa essere soggetta ad essere sollecitata per ragioni di carattere strumentale del tutto estranee alle fisiologiche dinamiche processuali.
Le argomentazioni di tutela dell’indagato inducono ad un rivoluzionario superamento di ogni automatismo e della concezione come “atto dovuto” della iscrizione della notizia di reato.
Nel dettaglio vengono fissati i criteri di iscrizione nei diversi Registri.
Al registro degli atti non costituenti notizie di reato (mod. 45) sono destinate le notizie che non contengono, neppure in minima forma, “fatti” i cui contorni materiali siano idonei a consentire una sussunzione in un titolo di reato.
Diversamente laddove il fatto per quanto confuso, sia tale da richiedere si effettuino accertamenti andrà iscritto a mod. 44 (a carico di ignoti) o a mod. 21 (a carico di persona nota, che assume la qualità di indagato).
La scelta tra le due opzioni è il punto più delicato della circolare e la Procura di Roma rivendica il potere di disporre in ordine alle iscrizioni a mod. 21 quale potere esclusivo del pubblico ministero, rimarcando che procedere ad iscrizioni non necessarie è tanto inappropriato quanto omettere le iscrizioni dovute.
Da una parte si esclude che i privati o la polizia giudiziaria possano incidere su tale determinazione, dall’altra anche laddove l’iscrizione era dettata dalla necessità di consentire la partecipazione ad atti irripetibili, si giunge ad affermare che sino a quando non vi siano indizi specifici in ordine alla condotta del singolo, non vi sarebbero i presupposti perché questi sia avvertito del compimento di atti irripetibili senza che in seguito possa validamente opporre di non essere stato iscritto ed avvisato; ancora in tema di intercettazioni, pur se si sollecita uno scrutinio particolarmente attento, si contempla la possibilità di procedere all’atto di indagine pur nei confronti di soggetto non indagato con il solo onere di dare adeguata e succinta motivazione della scelta. In particolare, per quanto riguarda le intercettazioni nei confronti di soggetti non iscritti, si richiamano le specifiche disposizioni di cui alla circolare n. 14 (N. 2189/17 Prot. Gab. Circ)
Da ultimo è rilevante valutare le implicazioni che il momento dell’iscrizione avrà anche ai fini del computo del termine di durata delle indagini preliminari e, quindi, della applicazione delle nuove disposizioni del titolo VIII – Libro V, anche in materia di avocazione per mancato esercizio dell’azione penale.
L’iscrizione della notizia di reato è un momento di fondamentale importanza nel sistema penale ed il provvedimento rimarca come si tratti di un’attività precipua ed esclusiva della pubblica accusa; è un atto che comporta un margine di discrezionalità, sottratto ad ogni controllo giurisdizionale contestuale, ma anche successivo.
La circolare di ottobre puntella quella discrezionalità, a futura memoria.