Le Sezioni Unite sulla costituzione di parte civile a mezzo del sostituto processuale

Di Shara Zolla -

Sez. Un. ud. 21 dicembre 2017 – dep. del 16 marzo 2018 n. 12213 – La sentenza verrà commentata sul numero 2/2018 di questa rivista

La Suprema Corte è intervenuta finalmente a dirimere un contrasto ormai evidente e, purtroppo, consolidato in merito alla costituzione della parte civile a mezzo del sostituto processuale nominato dal procuratore speciale del danneggiato.

La scelta operata dalla Suprema Corte è tutt’altro che scontata:  la soluzione secondo l’iter logico motivazionale di cui si dirà, impone scelte immediate e tempestive.

E’ stato infatti affermato il principio di diritto secondo cui “il sostituto processuale del difensore al quale soltanto il danneggiato abbia rilasciato procura speciale, al fine di esercitare l’azione civile nel processo penale, non ha la facoltà di costituirsi parte civile, salvo che detta facoltà sia stata espressamente conferita nella procura o che il danneggiato sia presente all’udienza di costituzione” .

Tale scelta prende le mosse da una precisa valutazione dell’assetto normativo che impone di tenere nettamente distinti il profilo della legitimatio ad causam (titolarità del diritto sostanziale in capo al danneggiato ex art. 74 c.p.p), presupposto per la costituzione di parte civile secondo quanto previsto dagli artt. 76 e 78 c.p.p., e la legitimatio ad processum ( ossia  la rappresentanza processuale come disciplinata dall’art. 100 c.p.p.), in virtù della quale il danneggiato deve conferire ad un difensore la “procura alle liti” per poter stare in giudizio o personalmente o a mezzo di procuratore speciale. La procura speciale prevista dagli artt. 76 e 122 c.p.p. è espressione della volontà della parte di conferire al procuratore il mandato a costituirsi in nome e per conto proprio ed attraverso la quale si devolve la capacità di disporre  delle posizioni giuridico-soggettive del rappresentato. Diversamente la procura speciale ex art.100 c.p.p. conferisce esclusivamente  il mandato processuale di rappresentanza in giudizio.

Il contrasto interpretativo risolto dalle Sezioni Unite si incentra proprio sulla questione legata alla costituzione di parte civile a mezzo di procuratore speciale che sia anche difensore, rispetto al potere conferito allo stesso ex art. 102 c.p.p. di delegare ad altri la rappresentanza processuale, nominando un sostituto che ne eserciti i diritti e assuma i doveri propri.

Su tale punto nel corso degli anni si sono delineati tre diversi orientamenti giurisprudenziali: il primo escludeva che la legitimatio ad processum conferisse al difensore la facoltà di farsi sostituire per la costituzione di parte civile (Cass.Pen. III Sez.  n. 22601 del 13.05.2005, Fiorenzano; Sez V n. 6680 del 23.10.2009; Sez. II n. 22473 del 12.05.2016, Rando; da ultimo Sez. V n. 38763 del 28.06.2017, Santarelli); il secondo conferiva al difensore il potere di nominare un sostituto unitamente alla facoltà di depositare l’atto di costituzione di parte civile senza alcuna delimitazione (Cass. Pen. Sez. V, n.51161 del 24.10.2013); infine il terzo, in linea con la soluzione adottata, che ha negato la possibilità per il sostituto processuale del procuratore speciale nominato dalla persona offesa di costituirsi parte civile, prevedendo tuttavia che, qualora nella procura speciale rilasciata dalla parte offesa al difensore sia espressamente conferita la facoltà di nominare sostituti processuali e di presentare personalmente a mezzo degli stessi l’atto di costituzione di parte civile, il sostituto processuale potrà legittimamente esercitare tale diritto stante l’esplicita manifestazione della volontà da parte della persona offesa di consentire l’esercizio dei diritti a lei facenti capo in giudizio anche a sostituti processuali del difensore nominato. (Cass. Pen. Sez. V, n. 18258 del 07.01.2016, Luciotti)

Si è ritenuto, pertanto, che il potere di sostituzione sia legittimamente conferito se il danneggiato ha attribuito tale possibilità in capo al difensore – procuratore speciale al momento del conferimento della procura di cui agli artt. 76 e 122 c.p.p., in quanto solo tale ambito formale garantisce che al sostituto sia delegato il diritto sostanziale di cui è titolare il mandante.

Va da sé che la presenza del danneggiato in udienza altro non può essere che esercizio personale della facoltà di costituirsi parte civile, espressamente prevista dall’art. 76 c.p.p. (Cass. Pen. Sez.IV, n. 24455 del 22.04.2015, Plataroti Rv. 263730).

Per approfondimenti: GUADALUPI, Costituzione di parte civile, procura speciale ad causam e poteri autonomi del sostituto processuale del difensore, ANPP 2006, 88; LUZI, Facoltà di disporre del diritto: mandato ad litem o procura speciale autenticata?, CP 2000, 1143; PIETROPOLI-POZZATO, Sulla possibilità del procuratore speciale designato ai sensi degli artt. 76 e 122 c.p.p. di farsi sostituire al fine della costituzione di parte civile, ANPP 2006, 680.