Non risponde di usura il direttore di filiale

Di Matteo Piccirillo -

Cass., Pen., Sez. II, 11 gennaio 2017 (dep. 2 febbraio 2017), n. 4961

La Suprema Corte torna sul tema della responsabilità dei funzionari degli istituti bancari per la stipulazione di contratti finanziari con interessi usurari. Si tratta di un problema di notevole rilevanza pratica che può involgere sia il momento della pattuizione originaria del tasso di interesse da praticare, sia l’intera durata del rapporto contrattuale, allorquando in esecuzione dello stesso vengano applicati unilateralmente dalla banca interessi usurari.
È ormai pacifico che anche gli istituti di credito, tramite i funzionari ed i dipendenti che vi operano, ben possano rendersi responsabili del delitto di usura. Si tratta però di stabilire, osserva la pronuncia in commento, quali siano in concreto i soggetti gravati da una posizione di garanzia a tutela dei clienti rispetto alla corretta applicazione delle norme sull’erogazione del credito.
Ora, la Corte rileva che per disposizioni statutarie i poteri in materia di erogazione del credito, poteri rientranti nell’ambito dei più generali poteri di indirizzo di impresa, sono attribuiti soltanto ai presidenti dei consigli di amministrazione, i quali quindi hanno anche il preciso dovere di informarsi con diligenza sulla normativa esistente. Pertanto si può in definitiva affermare che sussiste in capo a costoro una posizione di garanzia a tutela dei clienti affinché non vengano pattuiti o riscossi interessi illegali. Quanto invece al funzionario direttore di una filiale, obbligato ad intervenire in sede di stipulazione di un contratto bancario, egli va ritenuto a priori esente da responsabilità, non potendo a costui imputarsi la consapevole accettazione del rischio di interessi usurari.
Questa pronuncia nell’escludere la responsabilità del direttore di filiale pare molto più tranciante rispetto alla giurisprudenza tradizionale che, ferma la responsabilità dell’organo di vertice, impone pur sempre di verificare in concreto l’estensione dei compiti gestionali ed operativi eventualmente attribuiti agli organi sottordinati centrali e periferici, così da ammettere in talune ipotesi la corresponsabilità di questi per le erogazioni a tasso usurario (Cass. Sez. II, 19 dicembre 2011, n. 46669).