Notifica dell’ordine di demolizione: non spetta al difensore ed è nulla se eseguita nel domicilio eletto nel giudizio

Di Valentina Bevilacqua -

Cass. pen., Sez. III, 11 aprile 2018 n. 22778

La Suprema Corte si è pronunciata sul tema particolarmente attuale dei destinatari della notifica dell’ingiunzione a demolire in caso di condanna irrevocabile per reati edilizi.
Nel caso di specie la difesa del condannato aveva proposto ricorso per cassazione denunziando, tra l’altro, la violazione di legge processuale, chiedendo che fosse dichiarata la nullità della notifica dell’ordine di demolizione eseguita unicamente al difensore presso il cui studio il ricorrente aveva eletto domicilio nel giudizio di cognizione.
La Corte Territoriale aveva rigettato la questione di nullità ritenendo l’ingiunzione a demolire un “atto non processualmente necessario” del quale peraltro l’istante sarebbe comunque venuto a conoscenza, come desumibile dal rilascio della procura speciale al difensore.
Viceversa la Terza Sezione del Supremo Collegio, richiamando la Giurisprudenza maggioritaria (Cfr., Cass. Pen, Sezione III, Sentenza n. 254 8/1/2015), ha annullato senza rinvio la pronuncia poiché non era stata eseguita la notifica al condannato.
Nella sentenza in commento è chiarito innanzitutto che l’ingiunzione a demolire “deve essere notificata dal pubblico ministero non al difensore ma esclusivamente al condannato” essendo “preordinata a consentirgli lo spontaneo adempimento dell’obbligo senza ulteriori aggravi di spese a suo carico”.
E’ stato altresì correlativamente ribadito il consolidato principio per cui, in ossequio all’art. 164 c.p.p., è comunque nulla la notifica presso il domicilio eletto per il giudizio di cognizione, perché la sua efficacia non si estende al giudizio di esecuzione (Cfr., Cass. Sez. I, n. 43551 del 10/10/2013, Rv. 257173, Cass. Sez. III, n. 14930 del 11/02/2009 Rv. 243385, Amato, e Cass. Sez. I, n. 46265 del 23/10/2007, Rv. 238769, Colantoni).
La pronuncia offre un interessante spunto di riflessione.
L’orientamento consolidato richiamato dalla Corte esclude la sanzione della nullità prevista dall’art. 655 comma 5 c.p.p. se è omessa la notifica dell’ordine d’esecuzione al difensore, in ossequio al principio di tassatività.
Sempre in tema di notifica dell’ordine di demolizione dell’immobile abusivo, però, i Giudici di legittimità hanno talvolta (anche recentemente) affrontato le eccezioni proposte nel senso che la notifica al difensore doveva essere eseguita. E’ stato infatti sostenuto che essa deve essere effettuata al difensore di ufficio nominato in fase esecutiva o a quello fiduciario nominato ad hoc, proprio in base all’art. 655 comma 5 c.p.p. (Cass. Pen. Sez. III, ud. 23-01-2003, n. 9890 e, più recentemente, Cass. Pen. Sez. III, Sent. 28.09.2016, n. 11934 rv. 270350).
In ogni caso la notifica non spetterà al difensore nominato in fase di cognizione, non applicandosi la regola dell’art. 656 comma 5 c.p.p..