Omesso versamento IVA: non è reato se il contribuente è ammesso al concordato e il debito di imposta è incluso

Di Elisabetta Sarti -

Cass. pen., Sez. IV, 17 ottobre 17, dep. 17 novembre 2017, n. 52542

Nella sentenza n. 52542 del 17 ottobre 2017 la Quarta Sezione della Corte di Cassazione ha affermato il principio di diritto secondo cui a seguito della riforma dell’art 182 ter della Legge fallimentare, che ha eliminato la previgente disposizione che prevedeva l’infalcidiabilità dell’IVA per le ipotesi di “transazione fiscale”, “tale imposta può, attualmente, rientrare a tutti gli effetti tra i tributi che, alle condizioni stabilite, possono formare oggetto di pagamento parziale nell’ambito della procedura concordataria, anche in caso di specifico trattenimento dei crediti tributari e contributivi”.

La predetta modifica legislativa si è imposta per conformarsi alla sentenza della Corte di Giustizia, sez. 2, del 7/4/2016 che ha ritenuto compatibile con il diritto comunitario anche il pagamento parziale del debito d’IVA da parte di un imprenditore in stato di insolvenza, nell’ambito di una procedura di concordato preventivo.
Tali considerazioni hanno comportato l’inevitabile superamento di quell’orientamento giurisprudenziale, tra l’altro sino ad ora maggioritario, secondo cui “l’ammissione alla procedura di concordato preventivo, seppure antecedente alla scadenza del termine previsto per il versamento dell’imposta, non esclude il reato previsto dall’art. 10 ter d.lgs. 10 marzo 2000, n.74 in relazione al debito IVA scaduto e da versare” (Cfr. tra le altre Cass. Pen. Sez. Terza, n. 12912 del 4/2/2016, Ugolini, Rv. 26670801).
Il predetto indirizzo giurisprudenziale traeva sostanzialmente origine dal principio che, l’IVA, in quanto tributo comunitario, dovrebbe essere integralmente riscosso dagli stati membri e, pertanto, il contribuente, ancorchè concordatario, dovrebbe rispettare le relative scadenze di pagamento, anche per evitare conseguenze di carattere penale.
In conclusione nella sentenza in esame, la Corte di Cassazione afferma che alla luce delle recenti novità normative “sarebbe contraddittorio ritenere la persistente vigenza dell’obbligo di versamento integrale del debito IVA, ai sensi dell’art. 10 ter cit., nonostante l’intervenuta ammissione del debitore ad un procedura di concordato preventivo, avente indubbio rilievo pubblicistico (…) in cui sia stato pianificato e approvato il pagamento parziale dell’imposta” e risolve la questione giuridica in termini di insussistenza del reato, “cui potrebbe giungersi sia sul piano dell’assenza dell’elemento soggettivo che anima la condotta; sia sul piano dell’insussistenza dell’elemento materiale costituito dal venir meno dell’obbligo di versamento al di fuori della procedura concorsuale; sia sul piano della possibile applicazione della causa di giustificazione di cui all’art. 51 cod. pen. sotto il profilo (…) del dovere di non effettuare pagamenti relativi a crediti sorti anteriormente alla procedura”.