Patrocinio gratuito: no alla liquidazione di onorari per impugnazioni dichiarate ab origine inammissibili

Di Laura Dipaola -

Cass. Pen. Sez. I, ud. 14 marzo 2018, dep. 26 marzo 2018, n. 14032

La pronuncia in esame, pur non riguardando un’impugnazione in senso proprio, trattandosi di un mero incidente di esecuzione, offre ai giudici di legittimità l’occasione per tornare sull’art. 106 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, norma che nelle impugnazioni dichiarate inammissibili segna un limite all’estensione del beneficio in ogni stato e grado del processo.

La pronuncia si connota per novità perché introduce un principio ulteriore in virtù del quale l’inammissibilità deve affliggere l’atto ab origine e non può essere conseguenza di eventi di cui l’impugnante non è responsabile.

Una statuizione quest’ultima che correda di garanzia una norma a rischio di denunciabili lesioni del diritto di difesa.

Al riguardo, già la Consulta (Corte cost. 19 novembre 2002, n. 458, in Cass.pen. 2003, 482) aveva precisato che all’eventuale dichiarazione di inammissibilità deve comunque pervenirsi  attraverso un apposito giudizio e non può essere la conseguenza di motivi di appello in tutto o in parte palesemente infondati, principalmente per l’inviolabile diritto di difesa che non può essere condizionato, solo per il non abbiente, da una preventiva valutazione di meritevolezza, sia pure in fase di gravame.

Da ricordare come Cass., Sez. VI, 3 marzo 2004, n. 20214, in Cass.pen. 2005, 1298, al principio dell’esclusione dal compenso per le impugnazioni coltivate dalla parte e dichiarate inammissibili ha opposto l’eccezione del caso in cui il difensore proponga impugnazione per resistere all’appello del pubblico ministero.