Reati tributari: non punibilità per particolare tenuità del fatto

Di Antonella Ciraulo -

Cass. pen., Sez. III, 20 dicembre 2016, n. 53905

La pronuncia in esame statuisce un interessante principio di diritto in tema di non punibilità dei reati tributari per particolare tenuità del fatto, nonostante l’estinzione del reato ascritto all’imputato per intervenuta prescrizione.
Nel caso di specie, l’imputato aveva proposto ricorso per Cassazione avverso la decisione della Corte di Appello di Firenze che aveva confermato la sentenza di condanna del primo giudice per il reato di “dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”, ex art. 2 d. lgs. 74/2000, ipotesi attenuata ai sensi del comma 3 dello stesso articolo – ipotesi abrogata dal d. l. 138/2011 – per aver indicato elementi passivi di reddito inferiori ad euro 154.937,07.
Il ricorrente riteneva che la richiamata ipotesi attenuata riconosciuta dai giudici di merito avrebbe consentito l’applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (introdotta successivamente alla decisione in appello). Infatti, le condotte contestate risalivano al luglio del 2007, quando ancora era in vigore l’ipotesi attenuata, la cui pena era da sei mesi a due anni di reclusione.
Gli Ermellini, richiamando i precedenti giurisprudenziali di legittimità, affermano anzitutto la natura sostanziale della non punibilità per particolare tenuità del fatto, nonché l’applicabilità della stessa per i fatti commessi prima della sua entrata in vigore, anche ai procedimenti pendenti davanti alla Corte di Cassazione. Ed ancora, solo per questi ultimi, la relativa questione, in applicazione degli artt. 2, comma quarto, c.p.. e 129 c.p.p., è deducibile e rilevabile d’ufficio ex art. 609, comma 2, c.p.p. anche nel caso di ricorso inammissibile.
Con riguardo all’ipotesi in esame, la Cassazione ha statuito che la fattispecie di cui all’art. 2, comma 3, d. lgs. 10 marzo 2000, n. 74 – applicabile ai fatti anteriori al d.l. n. 138 del 2011 – ha natura di circostanza attenuante ad effetto speciale del reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti di cui al comma 1 dello stesso articolo e non, invece, di fattispecie autonoma di reato. Da ciò ne deriva che la circostanza si considera ai fini della determinazione della pena detentiva del comma 1 e dunque risulta applicabile la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto in quanto la pena edittale (pena da sei mesi ad anni due di reclusione) è non superiore nel massimo ai cinque anni di reclusione, così come previsto dal comma 2 dell’art. 131 bis c.p.».