Riesame proposto dal difensore privo di procura speciale

Di Valeria Raimondo -

Cass. Pen. Sez. II, ud. 16 settembre 2016, dep. 19 gennaio 2017, n. 2655

La sentenza in commento rappresenta una delle prime applicazioni dei principi espressi dalle S.S. U.U. della Suprema Corte nella sentenza n.33041/2015, circa i limiti entro i quali l’ente possa svolgere la sua difesa a mezzo di un difensore di fiducia e al di fuori della costituzione secondo le formalità previste dall’art.39 del D.Lgs. 231/2001.

Nella fattispecie, la difesa ricorreva avverso il provvedimento con cui il Tribunale del Riesame aveva dichiarato l’inammissibilità del ricorso avverso un sequestro preventivo presentato da un difensore privo di procura speciale, invocando l’omessa previa notifica all’ente dell’informazione di garanzia ai sensi dell’art.57 del Decreto.

Le S.S. U.U., come noto, avevano individuato nella norma appena menzionata quella idonea “a rendere tracciabile la situazione procedimentale a partire dalla quale l’urgenza della reazione difensiva non può più prevalere – restringendola – sull’area della operatività dell’art. 39, d. lg. cit., il quale torna così a presidiare con le proprie regole l’incedere della fase” (Sez. Un., 28 maggio 2015, n.33041 in Cass. pen. 2016, 1, pag.51).

Nella vicenda in commento tuttavia, era emerso come, prima dell’adozione della misura cautelare, l’ente si fosse costituito, nominando un difensore e procuratore speciale diverso da quello, poi affiancato, firmatario del ricorso e privo di procura.

Nella decisione la S.C. chiarisce che, una volta ritualmente costituito ai sensi dell’art.39, l’ente “ha posto le premesse per le quali i segmenti processuali successivi alla sua costituzione dovevano (e devono) essere compiuti nel pieno rispetto delle regole dettate dal d.lgs. 231/2001”.

Nessuna rilevanza può quindi essere attribuita al fatto che alla società non sia stato notificato l’avviso di garanzia, come prospettato dal ricorrente.

Questa interpretazione si pone in linea di continuità con il decisum delle S.S. U.U., che avevano già chiarito che l’ammissibilità della richiesta di riesame, presentata dal difensore di fiducia nominato ex art.96 c.p.p., sia subordinata alternativamente: a) all’assenza di un previo atto di costituzione ai sensi dell’art.39; b) all’assenza della comunicazione dell’informazione di garanzia di cui all’art.57 precedentemente o contestualmente all’esecuzione del sequestro.

Solo l’espletamento dei diritti correlati all’attività della parte pubblica imprevedibile e urgente può giustificare che il difensore svolga proficuamente l’attività in favore dell’ente, a prescindere dalla formale costituzione dello stesso.

Superata la contingenza, l’esercizio della difesa deve invece svolgersi secondo le modalità stabilite dal Decreto: questo, a maggior ragione, quando sia stato già l’ente a costituirsi spontaneamente, dimostrando conoscenza della normativa, che riespande la sua portata applicativa anche in fase cautelare.