RIFORMA ORLANDO: DELEGA SU INTERCETTAZIONI

Di Luana Granozio -

 Sommario: a) Disciplina intercettazione comunicazioni – b) Reato di  “diffusione” – c) Rinvio alle decisioni della CEDU – d) Semplificazione per i reati contro la  P.A.

 

Il maxi emendamento AS 2067-A  delega al Governo l’adozione di decreti legislativi per la riforma della disciplina in materia di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni. I principi ed i criteri per l’esercizio della delega, sul punto,  sono contenuti nel comma 84, lettere da a) a d).

a) Disciplina intercettazione comunicazioni.

La delega al Governo non contiene modifiche relativamente al procedimento autorizzativo, tuttavia, la finalità principale stabilita dalla novella è quella di garantire la riservatezza del materiale  intercettato,  in conformità all’art. 15 Cost., con esplicito riferimento alla tutela delle comunicazioni con il difensore e dei soggetti estranei alle indagini.

I punti di intervento attengono all’utilizzazione cautelare dei risultati delle captazioni e alla scansione procedimentale per la selezione del materiale utilizzabile, che dovrà avvenire nel rispetto del contraddittorio, fatte salve le esigenze di indagine.

Su questo punto dovrà essere compiuto un attento bilanciamento, in considerazione del fatto che il diritto di difesa richiede la piena conoscenza del materiale intercettato con modalità e tempi che consentano un’effettiva ricostruzione di tutti gli elementi di indagine acquisiti.

L’articolazione della delega delinea un scansione procedimentale nella quale assume centralità un istituto, esistente e negletto , come  l’udienza di stralcio; la selezione, in contraddittorio, del materiale rilevante sarà  il  discrimine tra una fase, in cui la valutazione del materiale intercettato e la tutela della riservatezza dei dati resteranno sostanzialmente rimesse al PM, e la fase successiva in cui le parti avranno accesso e diritto di copia.

Al termine della fase di indagini, se non è stata espletata l’udienza di stralcio, il pubblico ministero dovrà valutare, prima della richiesta di giudizio immediato ovvero prima dell’avviso di conclusione delle indagini, se emergano dati tutelati dalle conversazioni ed in tal caso dovrà procedere con l’udienza di stralcio.

La delega relativa alla disciplina delle intercettazioni si articola in cinque punti.

 

  1. Atti a sostegno di misure cautelari. Selezione. Dati tutelati.

 

Si stabilisce che il pubblico ministero dovrà selezionare gli atti posti a sostegno delle misure cautelari, assicurando la riservatezza dei dati inutilizzabili ovvero sensibili ai sensi del Codice Privacy , che non siano  pertinenti all’accertamento delle responsabilità  ovvero siano irrilevanti.

La novella pone in rilievo la tutela di quegli esiti dell’attività di intercettazione che sono ontologicamente meritevoli di tutela, in quanto lesivi della riservatezza e non legittimamente utilizzabili.

Sono dati tutelati gli “atti contenenti registrazioni di conversazioni o comunicazioni informatiche o telematiche inutilizzabili a qualunque titolo ovvero contenenti dati sensibili ai sensi dell’art. 4, comma 1, lett. d), del codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, che non siano pertinenti all’accertamento delle responsabilità per i reati per cui si procede o per altri reati emersi nello stesso procedimento o nel corso delle indagini, ovvero irrilevanti ai fini delle indagini in quanto riguardanti esclusivamente fatti o circostanze ad esse estranei”.

  1. Trattamento e conservazione dei dati tutelati.

Gli atti non allegati a sostegno della richiesta di misura cautelare dovranno essere custoditi  in  archivio riservato, con facoltà di esame e ascolto, ma non di copia per difensori delle parti e giudice, fino all’udienza di stralcio.

La novella fa esplicito riferimento ad un’altra previsione, esistente e disapplicata, del codice di procedura penale: il divieto di pubblicazione di atti e di immagini prevista dall’art. 114, comma 1, ovvero anche parziale o per riassunto .

  1. Udienza di stralcio.

Solo successivamente all’udienza di stralcio i difensori delle parti potranno ottenere copia  e trascrizioni  delle intercettazioni rilevanti o autorizzate.

E – a norma del n. 2 – questo costituirà il termine del segreto istruttorio e del divieto di pubblicazione per riassunto; mentre ai sensi del secondo comma dell’art. 114 resterà il divieto di pubblicazione anche parziale del contenuto, fino alla chiusura delle indagini preliminari, ovvero al termine dell’udienza preliminare.

L’attivazione dell’udienza di stralcio mira al contemperamento delle esigenze di tutela della riservatezza con le esigenze investigative e la tutela del diritto di difesa.

Una delle criticità può ravvisarsi nella mole del materiale captato, spesso nel corso di mesi od anni di indagine, rispetto al quale la difesa dovrà compiere scelte definitive, “anticipate” rispetto alla completa discovery degli atti e senza avere la possibilità di estrarre copia dei dati anche al fine di effettuare una propria consulenza.

  1. Giudizio immediato o avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Prima della richiesta di giudizio immediato, ovvero prima del deposito dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, sarà onere del pubblico ministero disporre l’avvio dell’udienza di stralcio, laddove ravvisi la  presenza di quei dati tutelati, di cui al n. 1 ( intercettazioni inutilizzabili ovvero sensibili – non pertinenti ovvero irrilevanti).

Tale previsione risolve una questione controversa, relativa all’accesso e diritto di copia del difensore dopo il deposito degli atti, ma prima che sia avvenuta l’udienza di stralcio.

Nella prassi lo scarso o tardivo ricorso al subprocedimento ex articolo 268 c.p.p., determinava una lesione del diritto di difesa laddove  il pubblico ministero rifiutava il rilascio di copia delle intercettazioni alla difesa, motivando il diniego  con esigenze di tutela della riservatezza.

Onerando la parte pubblica di un esame preliminare del corredo intercettato e della attivazione tempestiva dell’udienza di stralcio, il legislatore fornisce una precisa indicazione relativa ai tempi e alle finalità  dell’udienza di stralcio, pertanto l’inerzia del pubblico ministero non potrà determinare una limitazione dei diritti di accesso agli atti della difesa.

  1. Divieto di trascrizione di intercettazioni contenenti dati tutelati

Il pubblico ministero dovrà essere informato della intercettazione di comunicazioni contenenti dati tutelati che non potranno essere trascritte neppure sommariamente. Il verbale dovrà contenere  solo data, ora ed impianto di intercettazione.

Il materiale contenente dati tutelati è rimesso alla valutazione del PM che potrà disporne la trascrizione con decreto motivato.

b) Reato di diffusione

La delega dispone la creazione di un nuovo reato che punisca la diffusione di riprese audiovisive o registrazioni di conversazioni:

  • al solo fine di recare danno alla reputazione o all’immagine;
  • svolte in sua presenza ed effettuate fraudolentemente;
  • punito con la reclusione non superiore a quattro anni;
  • esclusa la punibilità se l’uso avviene in procedimento amministrativo o giudiziario;
  • esclusa la punibilità per l’esercizio del diritto di difesa e di cronaca.

La previsione, scarsamente puntuale, disciplina la registrazione effettuata da uno degli interlocutori della conversazione all’insaputa anche di uno solo di essi, prova esclusa dal genus delle intercettazioni.

c)  Rinvio alle decisioni della CEDU

Tra i principi enunciati si fa riferimento alle decisioni rese dalla Corte europea dei diritti dell’Uomo in materia di libertà di stampa e diritto all’informazione.

Si tratta di decisioni che invitano le corti nazionali ed il legislatore ad  individuare un equilibrato bilanciamento tra gli interessi coinvolti.

La delega mira essenzialmente a tutelare il diritto alla riservatezza delle comunicazioni contrastandone, dunque, la diffusione mediatica.

Dunque il provvedimento, per la parte che riverbererà sulla libertà di manifestazione del pensiero dovrà  tenere conto di ulteriori interessi coinvolti, come il diritto di cronaca e di informazione.

d) Semplificazione per i reati contro la P. A.

L’ultimo criterio previsto in tema di intercettazioni contiene un’eccezione, per la verità poco dettagliata, ovvero un’ipotesi di semplificazione delle condizioni di impiego del mezzo di ricerca della prova nei procedimenti “per i più gravi reati dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione”.

 

I principi dettati sono principalmente finalizzati a disciplinare il trattamento e la conservazione di dati, acquisiti con un mezzo di ricerca della prova invasivo che comprime beni di rango costituzionale, tutelati a norma del Codice Privacy  e di tali disposizioni sembra che finalmente il legislatore abbia inteso tenere conto.