Riforma Orlando: esercizio della delega in tema di riserva di codice

Di Francesco Spina -

Con il Decreto Legislativo n. 21/2018, pubblicato in G.U. 22 marzo 2018 e in vigore dal 6 aprile scorso, si è data attuazione a una delle ultime deleghe contenute nella c.d. riforma Orlando; in particolare, quella di cui all’art. 1, comma 85, lett. q), Legge 103/2017, inerente la riserva di codice in materia penale.

Tale riserva, seppure definita “tendenziale” dallo stesso legislatore, dovrebbe essere funzionale a realizzare lo scopo dichiarato di garantire “una migliore conoscenza dei precetti e delle sanzioni e quindi dell’effettività della funzione rieducativa della pena […] attraverso l’inserimento nel codice penale di tutte le fattispecie criminose previste da disposizioni di legge in vigore che abbiano a diretto oggetto di tutela beni di rilevanza costituzionale […]”.

A tal fine, il legislatore delegato ha anzitutto creato il nuovo art. 3bis c.p., rubricato “principio della riserva di codice”, secondo cui “nuove disposizioni che prevedono reati possono essere introdotte nell’ordinamento solo se modificano il codice penale ovvero sono inserite in leggi che disciplinano in modo organico la materia”. Di conseguenza, il decreto è intervenuto sulla parte speciale del codice, ricollocando numerose fattispecie (almeno in parte) già esistenti nella legislazione speciale e disponendo l’abrograzione di queste ultime; fra queste, solo per citarne alcune: il delitto di sequestro di persona a scopo di coazione (art. 289ter c.p.); il delitto di “indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e di pagamento” (art. 493ter. c.p.); le norme che puniscono la “violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o di scioglimento del matrimonio” (art. 570bis c.p.); il delitto c.d. di doping (art. 586bis c.p.), i delitti di interruzione colposa di gravidanza (art. 593bis) e di interruzione di gravidanza non consensuale (art. 593ter c.p.); le norme sanzionatorie delle condotte di “propaganda e istigazione a delinquere di discriminazione razziale, etnica e religiosa” (artt. 604bis e 604ter c.p.); le norme in materia di tratta di persone e traffico di organi (artt. 601 e 601bis c.p.).

Solo la necessaria e scrupolosa esegesi delle singole norme potrà rivelare se l’operazione compiuta dal legislatore si sia risolta in una mera ricollocazione topografica di tutte la fattispecie interessate o se, rivelandosi differenze di carattere contenutistico, si pongano conseguentemente questioni essenziali di diritto intertemporale