Sentenza cumulativa: prescrizione non rilevabile anche se il ricorso è parzialmente ammissibile

Di Luana Granozio -

Cass. Pen. Sez. Unite, ud. 27 maggio 2016, dep 14 febbraio 2017 , n. 6903

La Sesta Sezione rimetteva alle Sezioni Unite il seguente quesito: “Se, in presenza di un ricorso cumulativo per diversi e autonomi capi di imputazione, per i cui reati sia intervenuta la prescrizione dopo la deliberazione di appello, l’accoglimento dei motivi afferenti un capo imponga o meno la dichiarazione di prescrizione anche per i distinti ed autonomi capi di imputazione, pur quando i pertinenti motivi siano invece giudicati originariamente inammissibili”.

La decisione esamina la problematica del rapporto tra inammissibilità dell’impugnazione e cause di non punibilità ex art. 129 cod. proc. pen. “che – si ammette – è stata contrassegnata da una progressiva dilatazione dell’area delle cause originarie di inammissibilità rispetto a quelle sopravvenute (Sez. U, n. 21 dell’11/11/1994, dep. 1995, Cresci, Rv. 199903; Sez. U, n. 15 del 30/06/1999, Piepoli, Rv. 213981) fino al definitivo abbandono di tale distinzione, attraverso l’elaborazione di una categoria unitaria di inammissibilità dell’impugnazione comprendente, oltre alla mancanza di specificità dei motivi e alla proposizione di motivi non consentiti o non dedotti in sede di appello, anche la manifesta infondatezza tra le cause di inammissibilità intrinseche al ricorso, preclusive della possibilità di far valere o di rilevare di ufficio una causa di non punibilità già maturata in sede di merito come la prescrizione”.

Il Supremo Consesso si sofferma poi sulla interpretazione giurisprudenziale relativa ai capi e punti della decisione rimarcando “l’autonomia delle azioni penali confluenti nel processo cumulativo, sia in relazione al loro esercizio che alla loro consunzione

La Corte conclude enunciando il seguente principio di diritto. ““In caso di ricorso avverso una sentenza di condanna che riguardi più reati ascritti allo stesso imputato (sentenza oggettivamente cumulativa) l’autonomia dell’azione penale e dei rapporti processuali inerenti ai singoli capi di imputazione impedisce che l’ammissibilità dell’impugnazione per uno dei reati possa determinare l’instaurazione di un valido rapporto processuale anche per i reati in relazione ai quali l’impugnazione sia inammissibile e preclude, per detti reati sui quali si è formato il giudicato parziale, la possibilità di rilevare la prescrizione maturata dopo la sentenza di appello”.

Va infine segnalato l’auspicio formulato dalle Sezioni Unite “per una maggiore chiarezza anche in sede esecutiva, che nei dispositivi delle sentenze emesse dalla Corte su ricorsi cumulativi, oltre che nelle motivazioni, siano specificati i termini delle distinte  valutazioni (inammissibilità o rigetto del ricorso in relazione a singoli capi; annullamento con o senza rinvio e rigetto o inammissibilità per gli ulteriori capi con dichiarazione di parti della sentenza divenute irrevocabili) compiute sui motivi riguardanti i singoli “capi” e le conseguenze che ne derivano in tema di prescrizione.”