Soggetto fuori dall’abitazione: è comunque legittima difesa domiciliare

Di Margherita Pala -

Cass. Pen., Sez. I, 8 novembre 2017, dep. 20 febbraio 2018, n. 8090

La sentenza de qua si occupa di delineare i confini del concetto di domicilio, privata dimora e relative appartenenze di cui all’art. 614 c.p., allo specifico fine di individuare l’ambito di applicazione della cosiddetta legittima difesa domiciliare prevista e disciplinata dall’art. 52, comma 2, c.p.
Il caso specifico concerneva un’imputazione ex art. 575 c.p., relativa ad esplosione di un colpo di arma da fuoco (regolarmente detenuta), la quale aveva provocato la morte della vittima; con la peculiarità dei luoghi nei quali la condotta e l’evento si sono realizzati: la vittima, infatti, si trovava nelle adiacenze – se non all’interno – dell’abitazione dell’imputato ed attuava condotte mediante le quali poneva in pericolo l’incolumità fisica dello stesso e dei suoi familiari.
La Corte di Assise d’Appello competente confermava la condanna di primo grado, limitandosi a diminuirne l’entità, in quanto, secondo la stessa, non sussistevano le condizioni per l’operare della presunzione circa la proporzionalità imposta dalla legittima difesa domiciliare di cui all’art. 52, comma 2, c.p., in quanto, il trovarsi della vittima sul pianerottolo e, dunque, al di fuori dell’abitazione intesa in senso stretto, escludeva a priori l’applicabilità della scriminante.
La Prima Sezione della Corte di Cassazione, su specifico e primo motivo di ricorso dell’imputato, ha invece statuito che la Corte territoriale aveva errato nell’escludere a priori l’operatività della legittima difesa domiciliare; ciò, in quanto, nella nozione di “appartenenza” di privata dimora di cui all’art. 614 c.p., rientra, non solo il pianerottolo condominiale antistante la porta di un’abitazione, ma addirittura l’androne dello stabile e ad essi devono, dunque, essere estese le tutele previste dalla legge per la violazione di domicilio.
Pertanto, in presenza di tutti gli ulteriori elementi richiesti dall’art. 52, comma 2, c.p., la cosiddetta legittima difesa domiciliare e la relativa presunzione operano anche qualora il soggetto si trovi in tali zone e non all’interno dell’abitazione in senso stretto.