Usura bancaria ed elemento soggettivo in caso di conteggio informatico del tasso

Di Martina Galli -

Cass. pen., sez. II, 25 ottobre 2016 (dep. 21 novembre 2016), n. 49318

Nel caso portato all’attenzione della Corte di Cassazione, il sig. B., direttore d’agenzia di una nota banca, aveva conferito ad una società esterna il compito di rilevare informaticamente l’eventuale superamento dei tassi soglia, al fine di ridurre in modo automatico su base trimestrale gli importi dovuti. Qualcosa era andato storto e il sig. B. veniva portato in giudizio per uno sconfinamento (pari a euro 751,09 nel terzo trimestre 2010 ed euro 93,01 nel primo trimestre 2011) del tasso usurario praticato dalla sua agenzia. Il G.u.p. del Tribunale di Pistoia pronunciava tuttavia sentenza di non luogo a procedere, escludendo che il dibattimento avrebbe consentito di addivenire alla prova dell’elemento soggettivo tipico del delitto contestato. La parte civile, nel proporre ricorso per Cassazione, adduceva l’evidente sussistenza dell’elemento psicologico, a suo dire spettando al direttore dell’agenzia il compito di selezionare con oculatezza le società esterne incaricate dei conteggi e controllarne l’operato.
Per la Cassazione la soluzione a uno dei più attuali problemi in materia di usura bancaria (appunto, l’affidamento del contenimento del saggio d’interesse entro il c.d. tasso soglia a società informatiche esterne) è offerta da un orientamento della stessa Corte risalente già ai primi anni ’80 (v. Cass. pen., sez. II, 21 giugno 1983, n. 1789 e Cass. pen., sez. II, 12 gennaio 1983, n. 6611). A modo di vedere della Corte, il caso sottoposto alla sua attenzione può infatti essere agilmente risolto applicando, con i dovuti adattamenti, quel principio di diritto secondo cui il delitto di usura è punibile solo a titolo di dolo diretto, consistente nella coscienza e volontà di conseguire vantaggi usurari: la “pluralità di eventi” (conseguenti all’azione dell’agente e da questi voluti in via alternativa o sussidiaria) che caratterizza «il dolo eventuale o indiretto», ci ricorda la Corte, non potrebbe mai venire in rilievo nel reato di usura «in cui vi è l’attingimento dell’unico evento di ottenere la corresponsione o la promessa di interessi o vantaggi usurari, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra cosa mobile». Di conseguenza, potendosi al più individuare in capo al B. l’elemento psicologico del dolo eventuale, se non una vera e propria ipotesi di culpa in eligendo o in vigilando sulla società esterna, il delitto di usura non potrebbe essere configurato.